Laboratorio per bambini alla Fattoria Didattica Aia Cavicchio

Il 13 Ottobre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, BiodiverCity partecipa a Fattorie Aperte presso la Fattoria Didattica Aia Cavicchio (Medicina – BO) con un laboratorio sulla realizzazione di orti in bottiglia indirizzato ai più piccoli. Nel corso della giornata si alterneranno attività, degustazioni, workshop e giochi per tutte le età. Per maggiori informazioni: 13 Ottobre 2013.

Dove saremo:
Fattoria Didattica Aia Cavicchio
via Fiorentina, 3403
Medicina (BO)

tel. 051.851155

L’ORTO IN MONTAGN…OLA!

Mercoledì 6 Luglio 2011 BiodiverCity insieme ad Horticity ha realizzato dei veri e propri “attacchi verdi” nel parco bolognese della Montagnola. Grazie alla collaborazione con la MammutFilm ha partecipato alla rassegna estiva “God save the Green-Estate” portando un piccolo, ma significativo contributo.

“Verde que te quiero verde” scrive Federico Garcia Lorca in una delle sue poesie, facendo assumere a questo colore un valore onirico.

Passeggiando lungo le vie del parco della Montagnola, avvicinandosi sempre più al laghetto dominato da sirene a da dei del mare sembra proprio di stare in un sogno, un sogno verde perché se si aguzza bene la vista, si vedono spuntare piante di basilico da comodini in stile ‘vintage’, girasoli che crescono dentro pneumatici, sacchi di juta che fanno da culla a piante di carciofo e lattuga. E non solo…può capitare di inciampare in un cono segnaletico e sentirsi dire: “Attenzione, da oggi qui ci sono anch’io!” …è una pianta di cavolo.

Quante belle scoperte si possono fare stando ad un passo dal centro di Bologna.

Chiunque volesse togliersi ogni curiosità e veder realizzato un sogno, che oltre a portare del verde in città, potrebbe proporsi come soluzione al degrado urbano e sociale, può passare in Montagnola, nella zona SPAZIO VERDE (vicino al Ravintola Bar).

Il prossimo appuntamento in cui potrete incontrare BiodiverCity, nell’ambito della rassegna “God save the Green-Estate” che si tiene ogni mercoledì presso lo SPAZIO VERDE nel parco della Montagnola, sarà la sera del 27 Luglio alle ore 21:00 per il TOMBOLONE conclusivo.

@ GreenDays!

Lunedì 27 Giugno Biodivercity ha collaborato con l’associazione ‘Neon campobase’ alle giornate ‘Green Days’ a Bologna. In piazza Liber Paradisus, alle porte del nuovo comune bolognese, si è passata una mattinata all’insegna di  dialoghi, sorrisi e riflessioni.

Il verde urbano diventa necessità, necessità di ritorno alla natura, necessità di semplicità, necessità di creatività, di colori, di profumi, consistenze, sapori.. La cura dell’ambiente circostante come necessità rispetto ad un nuovo senso di responsabilità e di sostenibilità. L’orto tascabile, semplice, pulito ed attraente, potrebbe proprio essere un primo passo di avvicinamento a questa necessità.

http://www.neoncampobase.com/

L’orto in tasca

Sabato 11 giugno Biodivercity ha partecipato alla Zer0Fest di Sasso Marconi (BO). In una giornata organizzata all’insegna dello STOP ai rifiuti, Biodivercity ha introdotto il concetto di orto idroponico a molti bimbi che poi, con poche e semplici mosse, si sono divertiti a costruire il proprio. Affascinati dalle bottiglie variopinte dalle quali nascevano piccole piantine, bimbi di tutte le età si sono sporcati le mani con il sorriso scegliendo incuriositi tra semi di rucola, basilico, timo o erba cipollina.

Istruzioni per l’uso:

  1. tagliare una bottiglia di plastica circa a metà;
  2. avendo rimosso il tappo, capovolgere la metà superiore ed inserirla nella metà inferiore;
  3. inserire nel collo della bottiglia della fibra di cocco gommata (o argilla espansa);
  4. riempire la metà superiore di agriperlite (o fibra di cocco) e disporre, leggermente coperti, i semi della pianta desiderata;
  5. Bagnare con acqua e soluzione nutritiva (fertilizzante standard N,P,K facilmente reperibile nei supermercati, attenzione alle diluizioni), riempendo la metà inferiore fino a circa  i 3/4 della sua altezza, mantenendo quel livello costante nel tempo.

In circa 10 giorni (dipendendo ovviamente dai semi scelti) la vostra pianta nascerà. Biodivercity consiglia di sbizzarrirsi nella decorazione dei propri orti-bottiglia. Per esempio, inserendo una cannuccia fino alla base della metà inferiore, i bimbi si possono divertire soffiando a fare le bolle aiutando così anche una certa ossigenazione dell’acqua. Biodivercity consiglia inoltre di utilizzare bottiglie colorate di forma simile a quelle per esempio del “Chinotto” perche’ le due metà si incastrano meglio. Tutti i materiali citati sono facilmente reperibili in un qualsiasi negozio di giardinaggio.

Buon divertimento!!

Ah… inviateci le foto delle vostre creazioni!!

PREGO, ACCOMODATI PURE!

Un titolo inusuale per un articolo che parla di orti, ma in realtà è più che inerente, infatti sabato 28 Maggio 2011 l’associazione BIODIVERCITY partecipa ad Eco-fest promossa dal quartiere San Donato di Bologna presentando un orto in idroponica del tutto particolare. Oltre a svolgere la sua primaria funzione di produrre ortaggi, diventa anche un oggetto di arredamento costruito con materiali di recupero. Utilizzando dei pallet in legno, disposti in modo perpendicolare tra loro, si forma la struttura portante dell’orto. Su un lato vengono disposte le bottiglie in plastica nelle quali sono state trapiantate, avvalendosi dell’aiuto dei passanti incuriositi, diverse colture (melanzane, prezzemolo, pomodori…) e ornamentali; dall’altro lato si scoprono due comodi schienali per sedersi, leggere, appisolarsi, sorseggiare una bibita o semplicemente per chiacchierare in compagnia!

 

L’orto, in piazza a Este

Domenica 20 marzo 2011, Biodivercity, il Dip.to di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell’Università di Bologna ed Horticity sono intervenuti nello stand organizzato dall’associazione La Bilancia di Este per realizzare un orto idroponico dimostrativo in piazza Trento a Este (PD). All’installazione hanno partecipato molti dei passanti incuriositi, che hanno così potuto apprezzare un sistema produttivo estremamente semplice ed ingegnoso.

Fragole, lassù

É nato il primo orto verticale di Bologna. È nato in via Gandusio, e tra qualche tempo gli abitanti del condominio potranno salire sul tetto per raccoglierne i frutti.

Davanti all’ascensore trovo il cartello per raggiungere l’orto, salgo all’ultimo piano, sul tetto, e c’è un sacco di gente che appende bottiglie di plastica alla ringhiera e ci infila dentro piante di peperoni, pomodori, melanzane e anche fragole. L’orto è spuntato in un pomeriggio, grazie agli allievi del corso di orti urbani del Vag61 e ad alcuni ricercatori di BiodiverCity e dell’Università di Bologna che da tempo hanno sperimentato questi moduli di coltivazione anche come sistema per la rivalutazione di periferie urbane svantaggiate in Brasile, Myanmar e Costa d’Avorio.

Il sistema dell’orto idroponico è semplicissimo. Innanzi tutto, non c’è bisogno di terra, né di una manutenzione complicata. Si usano bottiglie di plastica tagliate, riempite di pomice e fibra di cocco, in cui vengono messe a dimora le piantine. Per quanto riguarda l’acqua e il nutrimento, il modulo di fertirrigazione è fatto in modo che una piccola pompa faccia salire l’acqua da una vasca ad una tubatura collegata con la parte superiore della bottiglie. Il fondo delle bottiglie viene bucato e collegato con un altro tubo che raccoglie le acque “di scarto”, che poi rientrano nel ciclo e vengono perciò riutilizzate.

Se pensiamo alle fragole “Gandusio 10” , e poi alla vaschetta di fragole spagnole che compreremmo al supermercato, capiamo come l’idea di questi orti urbani è tanto semplice quanto brillante: imparare ad autoprodurre almeno una piccola parte del cibo, azzerare le spese per imballaggi e trasporti, ridurre gli sprechi di acqua, riutilizzare prodotti di scarto e dare un tocco di verde ai nostri pallazzi. E poi promuovere la socialità e la condivisione tra i vicini di casa.

Sta già crescendo dunque, l’orto di via Gandusio. Il prossimo appuntamento per poter assistere all’allestimento di un orto idroponico fai da te è per l 8 maggio, in Piazza Maggiore.(fonte: www.sottobosco.info, 20 aprile 2011)