Manifesto di intenti

Secondo diverse previsioni, nel 2025 il 60% della popolazione mondiale, cioè circa cinque miliardi di persone, vivrà in ambienti urbani (UNCHS, 2001). La rapidità di sviluppo delle città, soprattutto dal punto di vista urbanistico, è stata e rimane una delle principali cause della perdita di biodiversità e di risorse ecologiche a livello mondiale. In questo contesto, le comunità urbane e le autorità locali possono giocare un ruolo fondamentale per contrastare un andamento simile e invertirne la rotta. BiodiverCity si impegna, soprattutto nella città di Bologna, a perseguire questo obiettivo cercando la collaborazione con diversi soggetti coinvolti nelle dinamiche di cambiamento della città e appellandosi alle Amministrazioni locali e ai cittadini perché la sostengano in questo sforzo.

Per questo BiodiverCity:

- riconosce nella diversità (biologica, culturale e sociale) un valore irrinunciabile da perseguire;

- sostiene e aderisce ai principi espressi nel MANIFESTO SUL FUTURO DEL CIBO redatto dalla Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, in particolare al principio fondamentale della sovranità alimentare, a livello nazionale, regionale e comunitario, e sostiene la transizione verso sistemi alimentari locali e sostenibili;

- intende porre al centro dell’attenzione del mondo politico e dell’opinione pubblica la questione dei beni comuni, intesa come il diritto fondamentale all’accesso di tutti ai beni essenziali per la sopravvivenza (come ad esempio l’acqua);

- sostiene e promuove un nuovo paradigma che ponga al centro delle iniziative a favore dell’ecologia urbana la partecipazione e l’azione dei cittadini, in forma singola o collettiva, e che favorisca l’ecologia individuale e l’autoproduzione ecologica;

- crede che l’orticoltura urbana e l’agricivismo siano strumenti essenziali per l’approvvigionamento alimentare e per la riduzione dell’impatto ecologico delle città;

- intende realizzare e sostenere iniziative finalizzate alla riduzione degli sprechi (alimentari e non);

- aderisce ai principi dell’agricoltura ecologica e biologica e ne sostiene le pratiche ovunque sia possibile;

- ritiene fondamentale che le iniziative a favore della biodiversità e dell’ecologia si associno e si intreccino con quelle che intendono favorire lo sviluppo di arte e cultura;

- promuove un modello di sviluppo urbano basato sulla ricerca di equilibri che possano coniugare la biodiversità con politiche sociali legate alle comunità che abitano la città;

- si oppone alla concezione dei semi come mero prodotto, e alla loro privatizzazione e brevettabilità, e sostiene con forza la libertà dei coltivatori di produrre nuove varietà e di conservare e riprodurre le varietà tradizionali.