Fragole, lassù

É nato il primo orto verticale di Bologna. È nato in via Gandusio, e tra qualche tempo gli abitanti del condominio potranno salire sul tetto per raccoglierne i frutti.

Davanti all’ascensore trovo il cartello per raggiungere l’orto, salgo all’ultimo piano, sul tetto, e c’è un sacco di gente che appende bottiglie di plastica alla ringhiera e ci infila dentro piante di peperoni, pomodori, melanzane e anche fragole. L’orto è spuntato in un pomeriggio, grazie agli allievi del corso di orti urbani del Vag61 e ad alcuni ricercatori di BiodiverCity e dell’Università di Bologna che da tempo hanno sperimentato questi moduli di coltivazione anche come sistema per la rivalutazione di periferie urbane svantaggiate in Brasile, Myanmar e Costa d’Avorio.

Il sistema dell’orto idroponico è semplicissimo. Innanzi tutto, non c’è bisogno di terra, né di una manutenzione complicata. Si usano bottiglie di plastica tagliate, riempite di pomice e fibra di cocco, in cui vengono messe a dimora le piantine. Per quanto riguarda l’acqua e il nutrimento, il modulo di fertirrigazione è fatto in modo che una piccola pompa faccia salire l’acqua da una vasca ad una tubatura collegata con la parte superiore della bottiglie. Il fondo delle bottiglie viene bucato e collegato con un altro tubo che raccoglie le acque “di scarto”, che poi rientrano nel ciclo e vengono perciò riutilizzate.

Se pensiamo alle fragole “Gandusio 10” , e poi alla vaschetta di fragole spagnole che compreremmo al supermercato, capiamo come l’idea di questi orti urbani è tanto semplice quanto brillante: imparare ad autoprodurre almeno una piccola parte del cibo, azzerare le spese per imballaggi e trasporti, ridurre gli sprechi di acqua, riutilizzare prodotti di scarto e dare un tocco di verde ai nostri pallazzi. E poi promuovere la socialità e la condivisione tra i vicini di casa.

Sta già crescendo dunque, l’orto di via Gandusio. Il prossimo appuntamento per poter assistere all’allestimento di un orto idroponico fai da te è per l 8 maggio, in Piazza Maggiore.(fonte: www.sottobosco.info, 20 aprile 2011)